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Pour la défense d'un enseignement de français de qualité au CollègeSi vous souhaitez défendre la qualité de l’enseignement du français au collège, signez notre pétition que nous comptons soumettre au Grand Conseil afin d’instaurer un dialogue et finalement d’obtenir le retrait de ces décisions.2 von 100 UnterschriftenGestartet von Association FRANCOL
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FÜR UNSERE GRUNDSCHULKINDER – FÜR DEN ERHALT DER SCHULE TARASPFÜR UNSERE GRUNDSCHULKINDER – FÜR DEN ERHALT DER SCHULE TARASP Appell an den Gemeindevorstand der Gemeinde Scuol Sehr geehrte Frau Gemeindepräsidentin Sehr geehrte Mitglieder des Gemeindevorstandes Mit grosser Besorgnis haben wir vom Beschluss des Gemeindevorstandes Kenntnis genommen, die Fraktionsschule Tarasp zu schliessen und die Kinder künftig in Sent zu unterrichten. Die unterzeichnenden Einwohnerinnen und Einwohner von Tarasp, Freundinnen und Freunde der Fraktion Tarasp sowie Einheimische und Gäste bitten den Gemeindevorstand eindringlich, diesen Entscheid nochmals zu überdenken und auf die Schliessung der Schule zu verzichten. Für uns steht dabei insbesondere das Wohl der Kinder im Vordergrund. Tarasp besteht nicht aus einem einzigen kompakten Dorfkern, sondern aus verschiedenen Weilern und Siedlungen. Für Kinder aus weiter entfernten Gebieten bedeutet bereits der Weg innerhalb der Fraktion einen zusätzlichen Schulweg. Müssen diese Kinder künftig die Schule in Sent besuchen, kommen weitere Fahr- und Wartezeiten hinzu. Gerade für Grundschulkinder bedeutet dies einen erheblich längeren Schulweg – jeden Morgen und jeden Nachmittag, während des ganzen Schuljahres und auch bei winterlichen Verhältnissen. Wir setzen uns für den Erhalt der Schule Tarasp ein, weil: • Grundschulkindern ein möglichst kurzer, sicherer und altersgerechter Schulweg ermöglicht werden soll; • Kinder aus den verschiedenen Weilern von Tarasp nicht zusätzlich einen langen täglichen Schulweg bis nach Sent auf sich nehmen sollen; • lange Fahr-, Umsteige- und Wartezeiten die Tage der Kinder unnötig verlängern und wertvolle Freizeit sowie Zeit im familiären Umfeld reduzieren; • Kinder weiterhin in ihrer eigenen Fraktion zur Schule gehen und in ihrem vertrauten sozialen Umfeld aufwachsen können; • die Schule ein wichtiger Bestandteil des Dorflebens und ein Ort der Begegnung für Kinder, Eltern und Bevölkerung ist; • die Schule Arbeitsplätze in Tarasp sichert und erhält; • eine eigene Schule für Familien ein wichtiger Faktor bei der Wahl ihres Wohnortes ist und damit zur langfristigen Attraktivität von Tarasp als Wohnort beiträgt; • vor einer Schliessung sämtliche Alternativen sorgfältig geprüft werden sollten, die den Schulstandort Tarasp erhalten könnten; • die Gemeinde Rahmenbedingungen schaffen und unterstützen soll, welche Tarasp langfristig als Wohnort für Familien stärken. Eine Zentralisierung mag organisatorische Vorteile bringen. Sie darf jedoch nicht dazu führen, dass gerade Grundschulkinder die Folgen in Form von deutlich längeren Schulwegen und langen Tagen tragen müssen. Eine Schule ist mehr als ein Schulzimmer. Und für ein Grundschulkind ist der Schulweg mehr als eine Zahl in einem Fahrplan. Wir sind überzeugt, dass die Schliessung der Schule Tarasp nicht nur Auswirkungen auf die Schülerinnen und Schüler hätte, sondern auch auf die soziale und demografische Entwicklung der gesamten Fraktion. Unsere Forderung Wir bitten den Gemeindevorstand, den Beschluss zur Schliessung der Schule Tarasp auszusetzen, die tatsächlichen Schulwege aller betroffenen Kinder aus den verschiedenen Weilern von Tarasp inklusive Fuss-, Fahr-, Umsteige- und Wartezeiten transparent zu ermitteln, alternative Lösungen sorgfältig zu prüfen und den Dialog mit der Bevölkerung zu suchen.255 von 300 UnterschriftenGestartet von Maria Angela Griep-Pazeller
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ERHALT DER FRAKTIONSSCHULE FTAN – FÜR EIN LEBENDIGES DORFERHALT DER FRAKTIONSSCHULE FTAN – FÜR EIN LEBENDIGES DORF639 von 800 UnterschriftenGestartet von Jon Peider Morell
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L’«Iniziativa per la protezione delle frontiere» dell’UDC viola il diritto internazionale imperativoIl 24 settembre 2025 l’UDC ha presentato la cosiddetta «Iniziativa per la protezione delle frontiere». L’iniziativa è un attacco a tutto campo. Questa iniziativa dell’UDC non solo viola i pilastri fondamentali dello Stato di diritto e l’umanità. Non solo accetta la denuncia della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Non solo seppellisce la nostra tradizione umanitaria, venendo meno al diritto d’asilo, alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati e alla nostra Costituzione. Questa iniziativa dell’UDC viola il diritto internazionale imperativo. Essa chiede che tutte le persone prive di un titolo di soggiorno valido vengano espulse, indipendentemente dal fatto che, in caso di rimpatrio, siano minacciate di tortura o di altri trattamenti crudeli e inumani. Allo stesso tempo, intende abolire senza alcuna alternativa lo status di «accoglienza provvisoria» (status F) come forma di protezione sussidiaria. Ciò darebbe origine a un gruppo di persone minacciate da torture e trattamenti crudeli, per le quali non sarebbe più possibile concedere alcuna deroga al rimpatrio. La Svizzera sarebbe quindi costretta a rimpatriare persone pur sapendo che queste rischiano di subire torture o altri trattamenti inumani e crudeli. Ciò costituisce una chiara violazione delle norme più fondamentali della comunità internazionale, del diritto internazionale imperativo, che deve essere rispettato in ogni circostanza. Pertanto, ai sensi dell’articolo 139, capoverso 3, della Costituzione federale, l’Assemblea federale è tenuta a dichiarare l’iniziativa totalmente o parzialmente invalida.1 von 100 UnterschriftenGestartet von Campax - make change happen
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Salviamo i nostri dati sanitari dalla lobby sanitaria!La tua chiave. I tuoi dati. Tutela dei diritti fondamentali: La digitalizzazione nel settore sanitario può apportare vantaggi, ma ciò non deve avvenire a scapito dei nostri diritti fondamentali. La sanità può diventare digitale, ma solo in modo sicuro, volontario e al servizio delle persone. Attacco all’autodeterminazione: Chi in futuro non desidera che i propri dati sanitari siano conservati in un fascicolo digitale sotto il controllo della Confederazione, dovrà, secondo la Confederazione, opporsi attivamente entro 45 giorni. Questo «opt-out» costituisce un attacco all’autodeterminazione, poiché i dati sensibili vengono raccolti e archiviati centralmente senza previo consenso. L’archiviazione centralizzata come rischio per la sicurezza: Il Consiglio federale, il Parlamento e la lobby sanitaria stanno pianificando un trattamento centralizzato dei dati senza crittografia personale. Una simile architettura centralizzata comporta un rischio enorme di abuso dei dati. Rischio di sorveglianza: secondo i piani attuali, gli utenti non riceveranno alcuna chiave personale e non avranno quindi alcun controllo autonomo sui propri dati sanitari. Ciò apre le porte ad abusi e sorveglianza. Tutela dei nostri dati più riservati: si tratta di dati altamente sensibili che meritano la massima protezione. Sono preziosi quanto la vostra salute.2 von 100 UnterschriftenGestartet von Digitale Gesellschaft
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Dare a Ilia e Dmitrii la possibilità di vivere in sicurezzaSiamo Ilia e Dmitrii, una coppia che vive in Svizzera da più di cinque anni. In questi cinque anni abbiamo costruito qui la nostra vita insieme. In Russia, nel corso di tutti questi anni, siamo stati vittime di discriminazione e stigmatizzazione – esclusivamente a causa del nostro orientamento sessuale. Ciononostante, siamo stati politicamente attivi e ci siamo impegnati a difesa dei nostri diritti e di quelli degli altri. Purtroppo, l’odio e il regime politico in Russia si sono rivelati più forti. Nel 2021 siamo stati costretti a lasciare il Paese e a richiedere asilo in Svizzera. Tuttavia, durante questi cinque anni non ci siamo limitati ad attendere passivamente una decisione. Ci siamo impegnati in vari modi per integrarci nella società svizzera. Abbiamo imparato il tedesco, stretto vere amicizie e instaurato legami profondi con diverse associazioni e comunità in Svizzera. Dmitrii ha una formazione pedagogica ed esperienza professionale. Da diversi anni sostiene come volontario un asilo nido a Zurigo, dove accompagna quotidianamente i bambini in qualità di assistente scolastico. Ilia si impegna attivamente da tutti questi anni a favore di numerose organizzazioni senza scopo di lucro – sia come fotografo che nel settore della comunicazione e delle pubbliche relazioni. Inoltre, entrambi prestiamo servizio di volontariato per molte di queste organizzazioni (Regenbogenhaus Zürich, Rainbow Networks, Zürich Pride e altre). Purtroppo la nostra domanda di asilo è stata respinta. Rispettiamo il diritto svizzero e la decisione basata su di esso. Allo stesso tempo, nutriamo un fondato timore di tornare in Russia – in particolare alla luce del massiccio peggioramento della situazione in quel Paese negli ultimi anni e delle nostre attività pubbliche, del nostro impegno politico e nella società civile a favore dei diritti umani e, in particolare, dei diritti della comunità LGBTQ+. Per questo motivo abbiamo presentato una richiesta di riconsiderazione per motivi di rigore. In essa chiediamo che venga presa in considerazione in modo esaustivo la nostra situazione personale e la nostra vita pluriennale in Svizzera. Particolarmente importante in questo contesto è anche il nostro effettivo grado di integrazione nella società svizzera. In tutti questi anni abbiamo instaurato stretti legami sociali e, al contempo, sviluppato concrete prospettive professionali. Riteniamo che un’integrazione riuscita e un impegno volontario pluriennale a favore della società svizzera non debbano passare inosservati. Vi chiediamo pertanto di firmare questa petizione e di sostenerci. Date un segnale insieme a noi affinché il nostro legame pluriennale con la società svizzera e la nostra situazione personale siano presi in considerazione nella decisione.1 von 100 UnterschriftenGestartet von Ilia Ageev (Bronskiy)
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Beliebten Park mit schönen Bäumen vor der Abholzung rettenDer Stadtrat versucht, mit neuen teuren Wohnungen zahlungskräftige Menschen nach Zofingen zu locken und so die Steuereinnahmen weiter zu verbessern. Dieses Anliegen ist verständlich. Aber Lebensqualität ist auch wichtig- erst die Industriebrachen überbauen, bevor ein beliebter Park ohne Not geopfert wird. Möglich, dass die Situation in einigen Jahrzehnten ändert- dann kann immer noch neue entschieden werden!7 von 100 UnterschriftenGestartet von Markus Alder
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Pas de match de football contre Israël – Le génocide ne doit pas être banaliséLes 9 et 13 octobre, l'équipe nationale féminine suisse affrontera Israël. Le match à domicile aura lieu à Sion. Il ne nous reste plus que quelques jours. Chaque signature rend la tâche plus difficile pour l'ASF de simplement fermer les yeux.380 von 400 UnterschriftenGestartet von Martine Rouiller
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Procura Civica per la Sanità: La Rete che Processa il Sistema LAMalOgni anno ci viene ripetuta la stessa versione dei fatti: "I premi delle casse malati aumentano perché la popolazione invecchia, le tecnologie costano e usiamo troppi servizi". Ci siamo abituati a considerare il rincaro annuale come un costo inevitabile e a vedere la politica limitarsi a mettere "cerotti" burocratici: ritocchi alle franchigie, modelli assicurativi penalizzanti e discussioni sui tariffari che non fermano mai l'aumento dei costi. Questa piattaforma nasce per cambiare prospettiva. Non cerchiamo modifiche marginali dentro un sistema tracciato dalle lobby. Sveliamo la struttura di un meccanismo che drena risorse dalla classe media per alimentare rendite di posizione. Perché questa iniziativa è fondamentale • Per la salute reale: Quando la franchigia e i premi diventano insostenibili, le persone iniziano a rinunciare alla prevenzione e ai controlli medicatori per paura del conto finale. • Per la stabilità delle famiglie: I premi LAMal sono diventati la prima causa di sovraindebitamento e impoverimento per il ceto medio e i pensionati. • Per la dignità del cittadino: Le persone non sono "ticket d'ingresso" in ospedale o profili di rischio da monetizzare, ma esseri umani che chiedono tutela. • Per l'etica e la responsabilità dello Stato: Lo Stato ha il dovere di proteggere la popolazione e garantire la trasparenza, non di imporre per legge l'obbligo di pagare senza controllare la crescita opaca dei costi e dei profitti. Come funziona la piattaforma P2P Non siamo un partito politico tradizionale. Funzioniamo come una rete decentralizzata di inchiesta e informazione (Peer-to-Peer): 1. Raccogliamo e verifichiamo dati: Cittadini, professionisti della sanità, contabili e giuristi mettono in comune documenti, fatture e analisi per fare chiarezza sui costi reali. 2. Mappiamo le strutture di potere: Rendiamo pubblici i legami tra politica di milizia, Consigli di Amministrazione e aziende del settore sanitario. 3. Mettiamo le informazioni a disposizione di tutti: Ogni dossier, report o inchiesta validata diventa di dominio pubblico per dare agli assicurati gli strumenti per difendersi. Iscrivendoti lasci il tuo contatto per ricevere i dossier, partecipare alle segnalazioni o sostenere la diffusione delle notizie sul territorio.1 von 100 UnterschriftenGestartet von Il Procuratore Civico
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Recuperiamo il carovita del personale pubblico, parapubblico e sociosanitario!Questo scarto ha gravi ripercussioni strutturali: un mancato adeguamento mantiene infatti più basso il salario in tutta la carriera, incide sui successivi aumenti e riduce i contributi pensionistici. Malgrado ciò, nel 2027 il Governo ha riconosciuto solo un carovita del 0.25%: un importo che, oltre non recuperare minimamente le ultime perdite, non compenserebbe neanche il rincaro attuale. Tra cassa malati, benzina, energia e affitti, il personale sta perdendo sempre più potere d’acquisto. Difendere i salari reali non è quindi un privilegio, ma un diritto: si adeguino finalmente gli stipendi!1.427 von 2.000 UnterschriftenGestartet von Sindacati OCST, VPOD e SIT Ticino
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Pour que Ilia et Dmitrii puissent vivre en sécuritéNous sommes Ilia et Dmitrii, un couple qui vit en Suisse depuis plus de cinq ans. Au cours de ces cinq années, nous avons construit notre vie commune ici. En Russie, nous avons été victimes de discrimination et de stigmatisation pendant des années, et ce uniquement à cause de notre orientation sexuelle. Malgré tout, nous étions actifs politiquement et nous nous sommes battus pour nos droits et ceux des autres. Malheureusement, la haine et le régime politique en Russie étaient plus forts. En 2021, nous avons été obligés de quitter le pays et de demander l’asile en Suisse. Mais pendant ces cinq années, nous n’avons pas simplement attendu passivement une décision. Nous nous sommes efforcés de multiples façons de nous intégrer à la société suisse. Nous avons appris l’allemand, noué de vraies amitiés et tissé des liens étroits avec différentes associations et communautés en Suisse. Dmitrii a une formation pédagogique et une expérience professionnelle. Depuis plusieurs années, il soutient bénévolement une école maternelle à Zurich où il accompagne quotidiennement les enfants en tant qu’assistant scolaire. Ilia s’engage activement depuis toutes ces années auprès de nombreuses organisations à but non lucratif – en tant que photographe, mais aussi dans le domaine de la communication et des relations publiques. En plus, nous sommes tous les deux bénévoles pour beaucoup de ces organisations (Regenbogenhaus Zürich, Rainbow Networks et Zürich Pride, entre autres). Notre demande d’asile a malheureusement été rejetée. Nous respectons le droit suisse et la décision qui en découle. Cependant, nous avons une crainte fondée de retourner en Russie, étant donné la détérioration massive de la situation là-bas ces dernières années et nos activités publiques, notre engagement politique et civique en faveur des droits humains et surtout des droits de la communauté LGBTQ+. C’est pourquoi nous avons déposé une demande pour cas de rigueur. Dans cette demande, nous demandons que notre situation personnelle et nos nombreuses années passées en Suisse soient pleinement prises en compte. Notre degré réel d’intégration dans la société suisse est également un élément particulièrement important. Au fil de toutes ces années, nous avons tissé des liens sociaux étroits tout en développant des perspectives professionnelles concrètes. Nous pensons qu’une intégration réussie et un engagement bénévole de longue date au service de la société suisse ne devraient pas être ignorés. Nous vous demandons donc de signer cette pétition et de nous soutenir. Engagez-vous à nos côtés pour faire passer le message que notre attachement de longue date à la société suisse et notre situation personnelle méritent d’être pris en compte dans la décision.3 von 100 UnterschriftenGestartet von Ilia Ageev (Bronskiy)
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Kein Frauenfussball mit Israel – Genozid darf nicht normalisiert werdenAm 9. und 13. Oktober spielt die Schweizer Frauen-Nati gegen Israel. Das Heimspiel findet in Sion statt. Uns bleiben nur noch wenige Tage. Jede Unterschrift macht es für den SFV schwieriger, einfach wegzuschauen. Warum jetzt? Über 74'000 Palästinenser*innen wurden getötet, darunter 21'638 Kinder. 1,4 Millionen Menschen haben in Palästina kein Zuhause mehr. 82 Prozent aller Gebäude sind beschädigt, rund zwei Drittel ganz zerstört. 207 Journalist*innen haben ihr Leben verloren. Nach einer 80-tägigen Blockade droht der gesamten Bevölkerung eine Hungersnot. Im September 2025 kam die Untersuchungskommission des UNO-Menschenrechtsrats zum Schluss, dass Israel in Gaza einen Genozid begeht. Amnesty International, Human Rights Watch und die israelische Menschenrechtsorganisation B'Tselem sind zum selben Ergebnis gekommen. Vor dem Internationalen Gerichtshof klagt Südafrika gegen Israel, und über 18 Staaten unterstützen die Klage, darunter Spanien, Irland, Belgien und die Türkei. Nur die Sportverbände tun so, als wäre nichts. Bei Russland war das auch möglich Als Russland 2022 die Ukraine angriff, haben FIFA und UEFA das Land innert weniger Tage von den Wettkämpfen suspendiert. Bei Israel passierte das nicht, obwohl die Vorwürfe gegen den Staat schwer wiegen und breit dokumentiert sind. Israel spielt damit weiter international mit, und die Schweiz tritt im Oktober gleich zweimal gegen das Team an. Wir fragen uns: Wenn der Ausschluss von Russland richtig war, warum soll für Israel etwas anderes gelten? In Irland haben über 160 Sportler*innen einen Boykottaufruf unterschrieben. Der irische Verband fordert seither die Suspendierung Israels. Norwegen hat bei FIFA und UEFA offiziell einen Antrag gestellt. Mehr als 60 Athlet*innen aus aller Welt haben sich in einem offenen Brief an den UEFA-Präsident Aleksander Čeferin gewandt. Und die Schweiz? Der Schweizerische Fussballverband schweigt. SFV setzt ein fragwürdiges Zeichen – wir wehren uns! Wird in Sion angepfiffen, als wäre nichts, sendet der SFV eine klare Botschaft: Mit Israel ist alles normal. Doch an einem Genozid ist nichts normal. Wir werden nicht auf der Tribüne sitzen und zusehen, wie Fussball ihn normal aussehen lässt. Mit 500 Unterschriften gehen wir auf die Medien im Wallis zu. Ab 1000 verlangen wir vom SFV eine offizielle Stellungnahme. Ab 2500 informieren wir das Bundesamt für Sport (BASPO). Und ab 5000 bitten wir Parlamentarier*innen, das Thema mit einem Vorstoss ins Parlament zu bringen. Was du tun kannst: Die Petition zu unterschreiben dauert 30 Sekunden. Schick die Petition an deine Freund*innen, in deine Gruppenchats und poste sie mit #KeinSpielInSion. Sprich FC-Sion-Fans, Gewerkschaften, Vereine und lokale Gruppen an. Am 13. Oktober ist Anpfiff. Bis dahin zählt jede Stimme. Die gleiche Petition gibt es auch auf französisch https://act.campax.org/petitions/pas-de-match-de-football-contre-israel-le-genocide-ne-doit-pas-etre-banalise?source=web_share_api&utm_source=web_share_api&share=d4f592ef-5b20-4fd9-9dc4-0cd429fc62dd ********** Quellen: UN Commission of Inquiry, September 2025 Amnesty International, November 2025 Human Rights Watch, März 2026 IMEU, September 2026 UNOSAT, Februar 2026 CPJ, Juni 2026 Haaretz, Dezember 2025 & März 2026 Global Centre for R2P, September 2026 Al Jazeera, Mai 2026471 von 500 UnterschriftenGestartet von Silvia Müri und Theo Kaldis



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