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Monopattini elettrici: regole, responsabilità e controlli ORA.Probabilmente è capitato anche a te. Stai camminando tranquillamente su un marciapiede e improvvisamente un monopattino elettrico ti passa accanto. Oppure ne incontri uno contromano, qualcuno che viaggia in due sullo stesso mezzo, magari con il telefonino in mano. A volte sono ragazzi molto giovani. Altre volte sono adulti che semplicemente ignorano le regole. Non significa che tutti coloro che utilizzano un monopattino si comportino così. Assolutamente no. Moltissime persone li utilizzano correttamente e responsabilmente. Ed è proprio per loro, oltre che per pedoni, ciclisti e automobilisti, che credo sia arrivato il momento di affrontare seriamente la questione. I NUMERI CI DICONO CHE NON È SOLTANTO UNA SENSAZIONE Nel 2025 in Svizzera sono stati registrati 911 incidenti con coinvolgimento di monopattini elettrici. 730 utenti sono rimasti infortunati. 152 hanno riportato ferite gravi. 3 persone sono morte. E negli incidenti con monopattini elettrici sono stati registrati anche casi di coinvolgimento di pedoni. In soli quattro anni, dal 2021 al 2025, il numero degli incidenti con coinvolgimento di monopattini elettrici è passato da 376 a 911. Un aumento di oltre il 140%. Anche il Ticino non è rimasto immune. Tegna, luglio 2025: un 37enne cade con il monopattino elettrico e riporta gravi ferite. Breganzona, gennaio 2026: un 65enne perde il controllo del monopattino; le ferite vengono giudicate tali da metterne in pericolo la vita. Bellinzona, febbraio 2026: un 36enne cade e riporta gravi ferite. Cadenazzo, settembre 2026: un 30enne cade sul piazzale della stazione e riporta ferite tali da metterne in pericolo la vita. Non citiamo questi episodi per attribuire colpe alle persone coinvolte. Li citiamo perché dimostrano una cosa molto semplice: UN MONOPATTINO ELETTRICO NON È UN GIOCATTOLO. Può essere un mezzo pratico, intelligente e sostenibile. Ma rimane un mezzo che circola nello spazio pubblico e che, in caso di incidente, può provocare conseguenze molto serie. ALCUNE REGOLE ESISTONO GIÀ E questo è forse uno degli aspetti più importanti della campagna. In Svizzera un monopattino elettrico non può semplicemente fare qualsiasi cosa. Non può circolare sui marciapiedi. È progettato per essere utilizzato da una sola persona. Per utilizzarlo sulle aree pubbliche bisogna avere almeno 14 anni e, tra 14 e 15 anni, è necessaria la licenza di categoria M. Eppure continuiamo troppo frequentemente ad assistere proprio a questi comportamenti. Per questo non chiediamo soltanto nuove leggi. Chiediamo che vengano fatte rispettare quelle che esistono già. Perché una regola che nessuno fa rispettare serve a ben poco. MA ESISTONO ANCHE DOMANDE A CUI LA POLITICA DEVE RISPONDERE Oggi il casco per un normale monopattino elettrico è ancora raccomandato, ma non obbligatorio. Dai 16 anni una persona può iniziare a circolare con questo mezzo senza dover dimostrare di conoscere le regole fondamentali della circolazione. Non esiste per questa categoria un normale sistema di identificazione del mezzo. E vogliamo capire se l'attuale sistema di responsabilità civile garantisca una protezione sufficiente alle eventuali vittime. Sono domande legittime. E qualcosa finalmente si sta muovendo. Anche in Gran Consiglio ticinese Andrea Sanvido e Omar Balli, insieme a Sem Genini, Alessandro Mazzoleni, Raffaella Zucchetti, Stefano Quadri e Mauro Minotti, hanno recentemente portato il problema all'attenzione del Consiglio di Stato. È un segnale positivo. Ma non vogliamo che tutto finisca con qualche domanda, qualche risposta e poi il silenzio. QUESTA NON È UNA GUERRA CONTRO I MONOPATTINI Voglio essere molto chiaro. Non voglio vietare i monopattini elettrici. Non sono contrario alla mobilità elettrica. E non credo che chi utilizza un monopattino sia automaticamente irresponsabile. Al contrario. Credo che la micromobilità possa avere un ruolo importante nella mobilità del futuro. Ma proprio perché questi mezzi sono destinati a rimanere sulle nostre strade, dobbiamo trovare il modo di farli convivere in sicurezza con pedoni, bambini, anziani, persone con disabilità, ciclisti, automobilisti e trasporto pubblico. La strada è di TUTTI. E libertà e responsabilità devono viaggiare insieme. PERCHÉ FIRMARE? Perché non vogliamo aspettare che il prossimo incidente grave riapra per qualche giorno la discussione. Perché vogliamo sapere quanti controlli vengono realmente effettuati. Perché vogliamo che i mezzi modificati vengano individuati. Perché vogliamo che i marciapiedi tornino a essere spazi sicuri soprattutto per le persone più vulnerabili. Perché vogliamo che la Confederazione valuti seriamente casco, identificazione, responsabilità civile e conoscenza delle regole. E perché vogliamo finalmente una risposta molto semplice dalla politica: CHI DEVE FARE COSA? E SOPRATTUTTO: ENTRO QUANDO? Questa petizione nasce da una discussione tra cittadini. Adesso possiamo trasformarla in qualcosa di concreto. Ogni firma aggiunge una voce. 100 firme possono essere ignorate più facilmente di 1'000. 1'000 più facilmente di 5'000. E più saremo, più sarà difficile rispondere semplicemente: “Vedremo.” Non aspettiamo di dover dire ancora una volta: “Bisognava intervenire prima.” LA PREVENZIONE SI FA PRIMA DELL'INCIDENTE. Se anche tu vuoi una mobilità moderna, sostenibile ma soprattutto responsabile e sicura, firma questa petizione e condividila. Portiamo insieme questa richiesta dal Ticino fino a Berna. DALLE PAROLE AI FATTI. 🛴✍️🇨🇭5 von 100 UnterschriftenGestartet von Patric Käslin
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Unser Land – unsere Dörfer: Schluss mit dem ungebremsten AusweichverkehrEs ist wichtig, diese Petition zu unterstützen, weil sich die Verkehrssituation auf unseren Hauptverkehrsachsen und insbesondere in den betroffenen Dörfern seit der Corona-Zeit spürbar verschärft hat. An schönen Wochenenden, Feiertagen und während der Ferienzeiten gehören kilometerlange Staus und massiver Ausweichverkehr mittlerweile beinahe zum Alltag. Trotz dieser seit Jahren bekannten Problematik hat die betroffene Bevölkerung den Eindruck, dass sich an der Situation kaum etwas verbessert. Wir dürfen uns nicht damit abfinden, dass ganze Dörfer regelmässig mit Ausweichverkehr überflutet werden und die einheimische Bevölkerung dadurch in ihrer Bewegungsfreiheit und Lebensqualität eingeschränkt wird. Es braucht jetzt konkrete und wirksame Massnahmen – und genau deshalb unterstütze ich diese Petition.10.328 von 15.000 UnterschriftenGestartet von Daniel Hodel
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Sporthalle JA – mit Rücksicht auf Stans!Geschätzter Regierungsrat, geschätzter Gemeinderat Schützen Sie das Stanser Dorf und seine Infrastruktur und prüfen Sie sorgfältig, wie Sie die Belastungen durch den Baustellenverkehr möglichst geringhalten können. Zugunsten von Sicherheit und Lebensqualität. Ja zur Sporthalle. Ja zu Bildung und Sport. Und Ja zu einem sicheren, sorgfältig geplanten und dorfverträglichen Baustellenverkehr. Überparteiliches Komitee: Sporthalle JA – mit Rücksicht auf Stans! • Peter Durrer, Gastgeber Culinarium Alpinum • Daniel Daucourt, Präsident VCS Ob- und Nidwalden • Tino Meyer, Präsident Stans Tourismus • Roger Britschgi, Präsident FDP Stans • Sebastian Kühn, Vize-Präsident SVP Stans • Lukas Odermatt, Co-Präsident GLP Stans • Sibylle Tober Estermann, SP Stans • Elsbeth Flüeler, Ortsgruppe Grüne Stans [email protected]325 von 400 UnterschriftenGestartet von Komitee Baustellenverkehr
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Le tram, oui. La fournaise, non.Parce que le tram devrait être une solution face au réchauffement climatique, pas une nouvelle source de chaleur qu'il aggrave. À Lausanne, un mode de transport censé réduire notre dépendance à la voiture est en train de devenir, l'été, un piège thermique pour celles et ceux qui en ont le plus besoin. Avec une température au sol dépassant déjà les 45 degrés avant même sa mise en service, ce sont les personnes âgées, les familles avec jeunes enfants et les personnes malades qui paient le prix fort — précisément les publics qui dépendent le plus des transports publics et qui ont le moins d'alternatives pour s'en passer. Un service public financé collectivement ne peut pas exclure ses usagers les plus vulnérables pendant 4 à 5 mois de l'année. Ce combat dépasse le seul tronçon actuel. La 2ᵉ étape du tram (Renens–Villars-Sainte-Croix) et des aménagements comme la Place Chauderon ne sont pas encore construits : chaque signature aujourd'hui pèse directement sur les choix qui seront faits demain. Plus nous sommes nombreuses et nombreux à porter cette exigence maintenant, plus il devient difficile pour la Municipalité et le Canton de reproduire les mêmes erreurs sur ces prochains tronçons. Ce n'est pas non plus un vœu pieux techniquement irréaliste. Une étude menée par l'EPFL avec l'État de Genève et les Transports Publics Genevois montre que des dalles alvéolaires — en plastique ou en béton, remplies d'un mélange de terre végétale et de matériaux minéraux — permettent de végétaliser une plateforme de tram tout en supportant son poids ainsi que le passage occasionnel de véhicules d'urgence, jusqu'à 28 tonnes. Cette solution existe déjà en usage réel : à la station de Liebenau, à Graz (Autriche), une plateforme de tram combine avec succès dalles alvéolaires en bordure et grille gazon en béton au centre de la voie. La question n'est donc pas de savoir si c'est possible, mais si Lausanne et le Canton de Vaud ont la volonté de le faire.388 von 400 UnterschriftenGestartet von Vert'libéraux Lausannois
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Faire und vernünftige Verkehrsverteilung für das Logistikzentrum Emmepark UtzenstorfEs geht um mehr als um die Frage, ob Lastwagen links oder rechts zur Autobahn fahren. Es geht darum, wie wir mit Verkehr, Umwelt und der Lebensqualität der betroffenen Bevölkerung umgehen. Wenn eine Verkehrsführung dazu führt, dass Lastwagen unnötige Kilometer fahren, zusätzliche Emissionen verursachen und Ortschaften stärker belasten, obwohl ein direkterer Weg vorhanden ist, muss diese Lösung hinterfragt werden. Für Utzenstorf bedeutet der geplante zusätzliche Schwerverkehr eine Belastung, die das ganze Dorf betrifft: mehr LKW auf der Hauptstrasse, mehr Lärm und Emissionen und zusätzliche Risiken auf den Schulwegen. Bereits heute müssen viele Kinder die Kantonsstrasse auf ihrem Schulweg queren; ein freiwilliger Lotsendienst hilft dabei, diese Situation zu bewältigen. Gleichzeitig geht es um Fairness zwischen den Gemeinden und Kantonen. Verkehr verschwindet nicht, indem man ihn politisch umverteilt. Er wird lediglich verlagert – und im vorliegenden Fall entstehen dadurch sogar zusätzliche Fahrkilometer. Wir sind überzeugt: Ein Logistikzentrum dieser Grössenordnung braucht eine Verkehrslösung, die sich an den tatsächlichen Verkehrsströmen orientiert und unnötige Fahrten vermeidet, statt neue zu schaffen. Wer diese Petition unterstützt, setzt sich für eine vernünftige Lösung ein: direkte Wege, weniger unnötiger Verkehr, sichere Schulwege und eine faire Verteilung der Belastungen. Denn Verkehr, den man vermeiden kann, sollte man nicht politisch erzeugen.469 von 500 UnterschriftenGestartet von GLP Ortsvertretung Utzenstorf
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gefährliche Ausfahrt Flums Kanton St. GallenDamit alle die in Flums SG in Richtung Zürich rausfahren, dies mit geringeren Zeitaufwand und vorallem sicherer machen können. Für geringeres Unfallrisiko und mehr Sicherheit.2.866 von 3.000 UnterschriftenGestartet von Evi Marty
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Ustermer Aussenwachten endlich anschliessen - Bus 727 bis Bahnhof Uster verlängernIm Abstimmungskampf zur geplanten Grenzänderung zwischen Uster und Greifensee wurde von der Stadt Uster mehrfach betont, dass Nänikon und Werrikon wichtige Bestandteile der Stadt seien und über eine gute Anbindung an den öffentlichen Verkehr verfügten. Die heutige Erschliessung entspricht diesem Anspruch jedoch nur teilweise. Die Buslinie 727 verkehrt mit einem stark eingeschränkten Fahrplan und bietet keine direkte Verbindung zum Bahnhof Uster. Eine Verlängerung der Buslinie verbessert die Erreichbarkeit der beiden Ortsteile, erleichtert den Umstieg auf den öffentlichen Verkehr und reduziert die Abhängigkeit vom motorisierten Individualverkehr. Davon profitieren Einwohnerinnen und Einwohner, Unternehmen, Schulen sowie das gesamte Regionalzentrum Uster. Eine leistungsfähige ÖV-Verbindung stärkt den Zusammenhalt innerhalb der Stadt, erhöht die Standortattraktivität und leistet einen Beitrag zu einer nachhaltigen und zukunftsorientierten Verkehrspolitik. Deshalb verdient dieses Anliegen breite Unterstützung.354 von 400 UnterschriftenGestartet von Fabian Steiger
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Das Recht auf Schlaf: Stoppt den illegalen LKW-Lärm an der Grindelstrasse in Bassersdorf!Das Problem: Ein Wohnquartier wird zum Autobahnrastplatz Nacht für Nacht wird die Blaue Zone an der Grindelstrasse 30–52 systematisch zweckentfremdet. Schwere Sattelschlepper und Lastwagen aus der ganzen Schweiz und dem Ausland missbrauchen die Blaue Zone für PW als kostenlosen Rastplatz, um ihre gesetzlichen Ruhezeiten zu absolvieren. Manche dieser Fahrzeuge sind mit lautstarke Diesel-Kühlaggregate ausgestattet, die die gesamte Nacht hindurch das Wohngebiet beschallen. Die Lärmpegel unmittelbar vor den Schlafzimmerfenstern der angrenzenden Wohnzone (Lärmempfindlichkeitsstufe II) ist unerträglich. Ein erholsamer Schlaf ist für uns Anwohnende, darunter Kinder, Berufstätige und gesundheitlich geschwächte Menschen, unmöglich. Wir haben ein Recht darauf, nachts in unseren eigenen vier Wänden zur Ruhe zu kommen. Schlafentzug macht krank! Die bisherige Reaktion der Behörden ist unbefriedigend: Die Gemeinde verweist auf „kommunale Standortpolitik“ und die Polizei verteilt lediglich Ordnungsbussen von CHF 40.–, welche für die Transportfirmen keinerlei präventive Wirkung zeigen. Das ist ein unhaltbarer Zustand. Kommunale Standortpolitik darf nicht über übergeordnetem Bundesrecht (Strassenverkehrs- und Umweltschutzgesetz) stehen, und schon gar nicht über der Gesundheit der eigenen Bevölkerung! Die Fahrer brauchen legale Parkplätze – aber im reinen Industriegebiet, wo sie niemanden stören, und nicht in der an ein Wohnquartier angrenzende Gewerbezone. Genug ist genug: Gemeinsam holen wir uns den Schlaf zurück! Schlafentzug ist keine Kleinigkeit – er gefährdet die Gesundheit unserer Kinder, beeinträchtigt unsere Leistungsfähigkeit im Beruf und mindert den Wert unseres Wohnraums. Wir sind nicht mehr bereit, als kostenloser, lauter Verschiebebahnhof für den Transitverkehr herzuhalten, während die Gemeinde Bassersdorf wegschaut. Wir fordern eine zeitgemässe, saubere Raumplanung: LKWs gehören ins Industriegebiet, Ruhe in die Wohnzone! Setze jetzt ein Zeichen gegen die behördliche Ignoranz. Unterschreibe diese Petition für ein gesundes, lebenswertes und ruhiges Bassersdorf! Kontakt: [email protected]55 von 100 UnterschriftenGestartet von IG Nachtruhe Grindelstrasse
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Für sichere Wege am Bahnhof Uster: Zwei Fussgängerstreifen für mehr Schutz und SicherheitJeden Tag überqueren Hunderte von Menschen die Strasse beim Bahnhof Uster – darunter Kinder auf dem Schulweg, ältere Menschen, Familien mit Kinderwagen und Pendlerinnen und Pendler. Ohne sichere Fussgängerstreifen müssen sie immer wieder riskante Situationen in Kauf nehmen, weil Fahrzeuge häufig nicht oder erst im letzten Moment anhalten. Zwei gut platzierte Fussgängerstreifen würden das Unfallrisiko erheblich senken und könnten im Ernstfall Leben retten. Sie würden allen Menschen eine sichere und stressfreie Überquerung der Strasse ermöglichen und den Bahnhof für die gesamte Bevölkerung besser und sicherer zugänglich machen. Sicherheit darf nicht erst nach einem schweren Unfall zur Priorität werden. Deshalb fordern wir die Stadt Uster auf, jetzt zu handeln und zwei Fussgängerstreifen beim Bahnhof Uster zu realisieren.95 von 100 UnterschriftenGestartet von Fatima Del Rio Lopez
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SOS Thunstrasse: Barrierefreiheit und Bäume jetzt!Für Menschen mit Rollstuhl, ältere Menschen mit Rollatoren oder Familien mit Kinderwagen ist das selbstständige Einsteigen ins Tram an der Haltestelle Brunnadernstrasse heute nicht oder nur sehr erschwert möglich. Für Rollstuhlfahrer:innen ist das Einsteigen ohne Hilfe unmöglich. • Wir möchten mit der Petition erreichen, dass die Stadt Bern JETZT für alle Quartierbewohner:innen - auch für diejenigen mit eingeschränkter Mobilität - Zugang zu den Trams schafft und nicht erst 2040! Das Trottoir entlang der Überbauung Burgernziel hat nur karge Sträucher statt die von der Stadt versprochenen Bäume. Damit entsteht im Sommer eine Hitzeinsel. • Wir möchten, dass die Stadt JETZT Bäume zwischen Thunplatz und Burgernziel-Kreisel auf beiden Seiten der Thunstrasse setzt, damit das Trottoir für die Menschen grün und hitzeschützend wird. Sowohl für Velofahrer:innen wie auch für Fussgänger:innen soll die Haltestelle ein sicherer Verkehrs-Ort sein. • Wir möchten zudem mit unserer Petition erreichen, dass die Stadt Bern die Sicherheit aller Verkehrsteilnehmenden in die Planung miteinbezieht.894 von 1.000 UnterschriftenGestartet von Adrian Brönnimann
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Kein Ironman in der GantrischregionFür Menschen die zur Arbeit müssen oder in der Region mobil arbeiten ist diese Situation sehr unbefriedigend. Es gab auch schon medizinische Probleme, die für das Erreichen der Praxis in Wattenwil von Riggisberg via Köniz, Uetendorf nach Wattenwil geleitet wurde. So etwas darf einfach nicht geschehen. Das ist ein Umweg von über 40 Minuten! Ein Alptraum für die Betroffenen. Warum kann praktisch das ganze Gürbetal und die Region Gantrisch für z.T. 9 Std für einen Sportanlass von der Aussenwelt abgeschnitten werden?2.761 von 3.000 UnterschriftenGestartet von Beatrice Zbinden
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Nein zu bargeldlosen BLS-Ticketautomaten!Bargeld geht uns alle an. Heute sind es einzelne Ticketautomaten der BLS – morgen vielleicht der Supermarkt, das Parkhaus oder andere öffentliche Dienstleistungen. Die freie Wahl des Zahlungsmittels ist ein wichtiger Teil unserer persönlichen Freiheit. Niemand sollte gezwungen werden, eine Bankkarte, ein Smartphone oder digitale Bezahldienste zu nutzen, um ein Zugticket kaufen zu können. Gerade ältere Menschen, Kinder, Touristen oder Personen ohne digitale Zahlungsmittel werden dadurch benachteiligt. Bargeld ist das einzige gesetzliche Zahlungsmittel, das unabhängig von Technik, Strom, Internet oder Banken funktioniert. Es schützt unsere Privatsphäre und macht unsere Gesellschaft krisenfester. Wenn wir jetzt schweigen, wird Bargeld Schritt für Schritt aus dem Alltag verschwinden. Deshalb müssen wir gemeinsam ein Zeichen setzen und fordern, dass an allen BLS-Ticketautomaten weiterhin mit Bargeld bezahlt werden kann. Die Schweiz hat sich klar für den Erhalt des Bargelds ausgesprochen – dieser Wille muss auch in der Praxis respektiert werden.37 von 100 UnterschriftenGestartet von Luan Zogjani









