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Salviamo i nostri dati sanitari dalla lobby sanitaria!La tua chiave. I tuoi dati. Tutela dei diritti fondamentali: La digitalizzazione nel settore sanitario può apportare vantaggi, ma ciò non deve avvenire a scapito dei nostri diritti fondamentali. La sanità può diventare digitale, ma solo in modo sicuro, volontario e al servizio delle persone. Attacco all’autodeterminazione: Chi in futuro non desidera che i propri dati sanitari siano conservati in un fascicolo digitale sotto il controllo della Confederazione, dovrà, secondo la Confederazione, opporsi attivamente entro 45 giorni. Questo «opt-out» costituisce un attacco all’autodeterminazione, poiché i dati sensibili vengono raccolti e archiviati centralmente senza previo consenso. L’archiviazione centralizzata come rischio per la sicurezza: Il Consiglio federale, il Parlamento e la lobby sanitaria stanno pianificando un trattamento centralizzato dei dati senza crittografia personale. Una simile architettura centralizzata comporta un rischio enorme di abuso dei dati. Rischio di sorveglianza: secondo i piani attuali, gli utenti non riceveranno alcuna chiave personale e non avranno quindi alcun controllo autonomo sui propri dati sanitari. Ciò apre le porte ad abusi e sorveglianza. Tutela dei nostri dati più riservati: si tratta di dati altamente sensibili che meritano la massima protezione. Sono preziosi quanto la vostra salute.455 von 500 UnterschriftenGestartet von Digitale Gesellschaft
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Préservons nos données de santé de l'emprise du lobby de la santé !Votre clé. Vos données. • Protection des droits fondamentaux : La numérisation du secteur de la santé peut apporter des avantages, mais cela ne saurait se faire au détriment de nos droits fondamentaux. La santé peut passer au numérique, mais uniquement si cette transition est sécurisée, volontaire et au service de la population. • Atteinte à l'autodétermination : Dans la version actuelle, toute personne ne souhaitant pas à l'avenir que ses données de santé soient enregistrées dans un dossier numérique sous le contrôle de la Confédération devra s'y opposer activement dans un délai de 45 jours. Cet opt-out (modèle d’opposition) constitue une atteinte à l’autodétermination, car des données sensibles seront saisies et enregistrées de manière centralisée sans consentement préalable. • Le stockage centralisé est un risque pour la sécurité : Le Conseil fédéral, le Parlement et le lobby de la santé prévoient un traitement centralisé des données sans chiffrement individuel. Une telle architecture centralisée présente un risque majeur d’utilisation abusive des données. • Risque de surveillance : Selon les plans actuels, les utilisateur·rice·s ne recevront pas de clé personnelle et n’auront donc pas le contrôle individuel sur leurs données de santé. Cela ouvre la voie aux abus et à la surveillance. • Protection de nos données les plus intimes : Il s’agit de données extrêmement sensibles qui méritent le plus haut niveau de protection. Elles sont aussi précieuses que votre santé.3.517 von 4.000 UnterschriftenGestartet von Digitale Gesellschaft
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Retten wir unsere Gesundheitsdaten vor der Gesundheitslobby!Dein Schlüssel. Deine Daten. • Schutz der Grundrechte: Die Digitalisierung im Gesundheitswesen kann Vorteile bringen, aber das darf nicht auf Kosten unserer Grundrechte passieren. Gesundheit darf digital werden – aber nur sicher, freiwillig und im Dienst der Menschen. • Angriff auf die Selbstbestimmung: Wer seine Gesundheitsdaten künftig nicht in einem digitalen Dossier unter Bundeskontrolle wissen will, muss gemäss Bund innerhalb von 45 Tagen aktiv widersprechen. Dieses Opt-out ist ein Angriff auf die Selbstbestimmung, da sensible Daten ohne vorherige Zustimmung erfasst und zentral gespeichert werden. • Zentrale Speicherung als Sicherheitsrisiko: Bundesrat, Parlament und die Gesundheitslobby planen eine zentrale Datenbearbeitung ohne persönliche Verschlüsselung. Eine solche zentrale Architektur birgt ein massives Risiko für Datenmissbrauch. • Gefahr von Überwachung: Nutzer*innen erhalten nach den aktuellen Plänen keinen persönlichen Schlüssel und haben damit keine selbstbestimmte Kontrolle über ihre Gesundheitsdaten. Das öffnet Missbrauch und Überwachung Tür und Tor. • Schutz unserer intimsten Daten: Es geht um hochsensible Daten, die den allerstärksten Schutz verdienen. Sie sind so wertvoll wie deine Gesundheit.7.246 von 8.000 UnterschriftenGestartet von Digitale Gesellschaft
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Non sono un giocattolo per gli stalker – Vietiamo subito gli smart glasses!Gli smart glasses hanno l’aspetto di normali occhiali da vista, ma sono in grado di registrare video e audio. Ed è proprio questo che li rende pericolosi. In Germania si sono già verificati numerosi casi in cui delle donne sono state filmate di nascosto con l’ausilio di questi occhiali. Le riprese sono state poi pubblicate su TikTok e Instagram, dove l’aspetto e il corpo delle donne sono stati oggetto di commenti pubblici. Alcuni degli uomini responsabili di tali riprese manipolano addirittura in modo mirato l’indicatore di registrazione degli occhiali per poter filmare senza essere notati. (1) Ma non sono solo le donne a essere colpite, bensì anche i bambini. Nei bagni, negli spogliatoi e in altre situazioni di intimità, la loro protezione non deve dipendere dal fatto che i genitori, gli accompagnatori o i bambini stessi si rendano conto che dietro un paio di occhiali apparentemente normali si nasconde una telecamera. Non dobbiamo aspettare che questa tecnologia si affermi qui per poi cercare, solo a posteriori, di contenerne le conseguenze! Infatti, anche in Svizzera si sta diffondendo questo nuovo «gadget tecnologico»: secondo Digitec Galaxus, nel maggio 2026 le vendite di smart glasses in Svizzera erano superiori del 44 per cento rispetto a gennaio. Nel 2025 Meta, in collaborazione con Ray-Ban e Oakley, aveva già venduto a livello mondiale sette milioni di smart glasses. Altre aziende tecnologiche stanno lavorando ai propri modelli. (2) La nostra privacy è in pericolo! In Svizzera, il diritto all’immagine tutela in linea di principio la decisione di ogni persona riguardo al fatto di essere ripresa o meno e alle modalità di ripresa. L’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) mette tuttavia espressamente in guardia, nel caso degli smart glasses, dai rischi per i diritti della personalità. (3) E a ragione! Alcune ricerche dimostrano che Meta ha fatto analizzare le registrazioni degli smart glasses per addestrare un’intelligenza artificiale, comprese situazioni estremamente intime. (4) Allo stesso tempo, Meta ha sviluppato una funzione di riconoscimento facciale che consente di identificare in tempo reale le persone che si trovano nel campo visivo degli occhiali. Ciò rappresenterebbe la fine definitiva dell’anonimato negli spazi pubblici. (5) Su richiesta dell’EDÖB, Meta ha dichiarato che i dati degli utenti svizzeri non sarebbero stati utilizzati a tale scopo. Sulla base di tale dichiarazione, l’EDÖB non ha avviato, per il momento, alcuna indagine formale. (6) Una piccola lampada a LED, regole di comportamento volontarie o divieti in singoli luoghi non risolvono questo problema di fondo. Infatti, una telecamera che può essere indossata come un normale paio di occhiali trasforma qualsiasi ambiente in un potenziale luogo di ripresa. È ora necessario un divieto di vendita, prima che gli «smart glasses» diventino la nuova normalità e rappresentino un pericolo per le donne, i bambini e la nostra protezione dei dati in Svizzera. ***** Fonti: 1. tagesschau.de / SWR: «Una nuova forma di violenza digitale? Riprese di nascosto con gli smart glasses», 13.05.2026 2. Watson: «Gli smart glasses rappresentano un attacco frontale alla nostra privacy», 28.06.2026. 3. Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT): «Dispositivi indossabili: smartwatch, fitness tracker, smart glasses». 4. The Guardian: «Azienda keniota licenzia oltre 1'000 dipendenti dopo aver perso il contratto con Meta», 17 aprile 2026. 5. WIRED: «Meta ha aggiunto in sordina il codice di riconoscimento facciale per i propri smart glasses a milioni di telefoni», 4 giugno 2026. 6. IFPDT: 33° rapporto di attività 2025/2026, «Indagine preliminare su Meta», pag. 23.890 von 1.000 UnterschriftenGestartet von Campax - make change happen
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Pas de joujou pour les stalkers – interdisons les lunettes connectées !Les « smart glasses » ressemblent à des lunettes de tous les jours, mais elles peuvent enregistrer des vidéos et des audios. Et c’est justement ce qui les rend dangereuses. En Allemagne, on recense déjà de nombreux cas où des femmes ont été filmées à leur insu à l’aide de ces lunettes. Les vidéos ont ensuite été publiées sur TikTok et Instagram, où l’apparence et le corps des femmes ont fait l’objet de commentaires publics. Certains des hommes à l’origine de ces enregistrements vont même jusqu’à manipuler délibérément le voyant d’enregistrement des lunettes pour pouvoir filmer sans se faire remarquer. (1) Mais les femmes ne sont pas les seules concernées, les enfants le sont également. À la piscine, dans les vestiaires et dans d’autres situations intimes, leur protection ne doit pas dépendre du fait que les parents, les accompagnateur·rice·s ou les enfants eux-mêmes se rendent compte qu’une caméra se cache derrière des lunettes à l’apparence ordinaire. On ne doit pas attendre que cette technologie s’impose chez nous pour essayer ensuite d’en limiter les conséquences ! Car en Suisse aussi, ce nouveau « gadget technologique » se répand : selon Digitec Galaxus, les ventes de lunettes connectées en Suisse en mai 2026 étaient de 44 % supérieures à celles de janvier. En 2025, sept millions de lunettes connectées avaient déjà été vendues dans le monde par Meta, en collaboration avec Ray-Ban et Oakley. D’autres groupes technologiques travaillent sur leurs propres modèles. (2) Notre vie privée est en jeu ! En Suisse, le droit à l’image protège en principe le choix de chacun·e de décider s’il·elle souhaite être filmé·e ou photographié·e, et comment. Le Préposé fédéral à la protection des données et à la transparence (PFPDT) met toutefois expressément en garde contre les risques que représentent les lunettes connectées pour les droits de la personnalité. (3) Et à juste titre ! Des enquêtes montrent que Meta a fait analyser des enregistrements provenant de lunettes connectées pour entraîner une IA, y compris des situations très intimes. (4) En même temps, Meta a développé une fonction de reconnaissance faciale qui permet d’identifier en temps réel les personnes se trouvant dans le champ de vision des lunettes. Ça signifierait la fin définitive de l’anonymat dans l’espace public. (5) Interrogé par l’EDÖB, Meta a expliqué que les données des utilisateur·rice·s suisses ne seraient pas utilisées à cette fin. Sur la base de cette déclaration, l’EDÖB n’a pour l’instant pas ouvert d’enquête officielle. (6) Une petite lampe LED, des règles de conduite volontaires ou des interdictions dans certains lieux ne résolvent pas ce problème fondamental. Car une caméra qu’on peut porter comme une paire de lunettes ordinaire transforme n’importe quel environnement en lieu d’enregistrement potentiel. Il faut interdire leur vente avant que les lunettes connectées ne deviennent la nouvelle norme et ne constituent un danger pour les femmes, les enfants et la protection de nos données en Suisse. Sources : 1. tagesschau.de / SWR: «Neue Form digitaler Gewalt? Heimlich gefilmt mit Smart Glasses», 13.05.2026 2. Watson: «Smart Glasses sind ein Frontalangriff auf unsere Privatsphäre», 28.06.2026. 3. Eidgenössischer Datenschutz- und Öffentlichkeitsbeauftragter EDÖB: «Wearables: Smartwatches, Fitnesstrackers, Smartglasses». 4. The Guardian: «Kenyan firm sacks more than 1,000 workers after losing Meta contract», 17.04.2026. 5. WIRED: «Meta Silently Added Face-Recognition Code for Its Smart Glasses to Millions of Phones», 04.06.2026. 6. EDÖB: 33. Tätigkeitsbericht 2025/2026, «Vorabklärung Meta», S. 23.7.722 von 8.000 UnterschriftenGestartet von Campax - make change happen
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Kein Spielzeug für Stalker – Verbot von Smart Glasses jetzt!Smart Glasses sehen aus wie gewöhnliche Alltagsbrillen, können aber Video und Ton aufnehmen. Und genau das macht sie gefährlich. In Deutschland gibt es bereits zahlreiche Fälle, in denen Frauen mithilfe dieser Brillen heimlich gefilmt wurden. Die Aufnahmen wurden anschliessend auf TikTok und Instagram veröffentlicht, wo Aussehen und Körper der Frauen öffentlich kommentiert wurden. Einige der Männer hinter solchen Aufnahmen manipulieren sogar gezielt das Aufnahmelicht der Brillen, um unbemerkt filmen zu können. (1) Aber nicht nur Frauen sind betroffen, sondern auch Kinder. In Badis, Umkleiden und anderen intimen Situationen darf ihr Schutz nicht davon abhängen, ob Eltern, Betreuungspersonen oder Kinder selbst erkennen, dass sich hinter einer scheinbar gewöhnlichen Brille eine Kamera verbirgt. Wir dürfen nicht warten, bis sich diese Technologie hier etabliert und erst im Nachhinein versuchen, ihre Folgen einzudämmen! Denn auch in der Schweiz verbreitet sich das neue “Tech-Gadget”: Laut Digitec Galaxus lagen die Verkäufe von Smart Glasses in der Schweiz im Mai 2026 44 Prozent höher als noch im Januar. 2025 wurden weltweit bereits sieben Millionen Smart Glasses von Meta gemeinsam mit Ray-Ban und Oakley verkauft. Weitere Tech-Konzerne arbeiten an eigenen Modellen. (2) Unsere Privatsphäre steht auf dem Spiel! In der Schweiz schützt das Recht am eigenen Bild grundsätzlich die Entscheidung jeder Person darüber, ob und wie sie aufgenommen wird. Der Eidgenössische Datenschutz- und Öffentlichkeitsbeauftragte (EDÖB) warnt bei Smart Glasses aber ausdrücklich vor Risiken für die Persönlichkeitsrechte. (3) Und das zu Recht! Recherchen zeigen, dass Meta Aufnahmen von Smart Glasses zum Training einer KI auswerten liess, darunter höchst intime Situationen. (4) Gleichzeitig entwickelte Meta eine Gesichtserkennungsfunktion, mit der Menschen im Blickfeld der Brille in Echtzeit identifiziert werden können. Das wäre das endgültige Ende der Anonymität im öffentlichen Raum. (5) Auf Nachfrage des EDÖB erklärte Meta, dass Daten von Nutzer*innen aus der Schweiz nicht dafür verwendet werden würden. Aufgrund dieser Aussage eröffnete der EDÖB vorerst keine formelle Untersuchung. (6) Eine kleine LED-Lampe, freiwillige Verhaltensregeln oder Verbote an einzelnen Orten lösen dieses grundsätzliche Problem nicht. Denn eine Kamera, die wie eine gewöhnliche Brille getragen werden kann, macht jede Umgebung zu einem möglichen Aufnahmeort. Es braucht jetzt ein Verkaufsverbot, bevor Smart Glasses zur neuen Normalität und zur Gefahr für Frauen, Kinder und unseren Datenschutz in der Schweiz werden. ***** Quellen: 1. tagesschau.de / SWR: "Neue Form digitaler Gewalt? Heimlich gefilmt mit Smart Glasses", 13.05.2026 2. Watson: "Smart Glasses sind ein Frontalangriff auf unsere Privatsphäre", 28.06.2026. 3. Eidgenössischer Datenschutz- und Öffentlichkeitsbeauftragter EDÖB: "Wearables: Smartwatches, Fitnesstrackers, Smartglasses". 4. The Guardian: "Kenyan firm sacks more than 1,000 workers after losing Meta contract", 17.04.2026. 5. WIRED: "Meta Silently Added Face-Recognition Code for Its Smart Glasses to Millions of Phones", 04.06.2026. 6. EDÖB: 33. Tätigkeitsbericht 2025/2026, "Vorabklärung Meta", S. 23.18.206 von 20.000 UnterschriftenGestartet von Campax - make change happen
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Stärkung des Schutzes von Kindern vor unerwünschten Foto- und Videoaufnahmen im öffentlichen RaumKinder gehören zu den besonders schutzbedürftigen Mitgliedern unserer Gesellschaft. Dennoch berichten Eltern zunehmend von Situationen, in denen fremde Personen im öffentlichen Raum Kinder fotografieren oder filmen, ohne Einwilligung der Erziehungsberechtigten. Auch wenn solche Handlungen nicht immer eindeutig strafbar sind, führen sie bei betroffenen Familien zu großer Verunsicherung und beeinträchtigen das Sicherheitsgefühl im Alltag erheblich. Die bestehenden gesetzlichen Regelungen reichen aus Sicht vieler Eltern nicht aus, um Kinder wirksam vor missbräuchlicher Nutzung von Bildmaterial zu schützen. Insbesondere im digitalen Zeitalter können Aufnahmen schnell verbreitet und zweckentfremdet werden.15 von 100 UnterschriftenGestartet von Sonja Lehmann
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Pas d'antennes Starlink à Loèche !C'est à Loèche, dans le canton du Valais, que doit voir le jour la plus grande station terrestre Starlink d'Europe. Ce que le Conseil fédéral présente naïvement comme un progrès technique (1) est en réalité une dangereuse capitulation face à Elon Musk. Car celui qui contrôle les antennes contrôle en fin de compte l'ensemble des communications. En donnant son feu vert à ce projet, le Conseil fédéral accepte aveuglément que les États-Unis aient accès à tous les flux de données en cas d'urgence et que nous livrions notre sécurité à l'arbitraire du gouvernement américain. (2) L'histoire récente a douloureusement démontré que Starlink est tout sauf un réseau neutre : Elon Musk exploite son pouvoir comme moyen de pression géopolitique. Ainsi, en 2022, il a décidé de son propre chef de bloquer l'accès au réseau autour de la Crimée afin d'empêcher des opérations militaires, (3) tandis que les États-Unis ont même abusé de Starlink dans des négociations pour faire pression sur des accords concernant les matières premières. (4) Cette dangereuse dépendance pèse d’autant plus lourd que Musk poursuit un programme politique radical. Sa plateforme X promeut des contenus d’extrême droite, (5) il soutient des partis comme l’AfD (6) ou Reform UK (7) et ignore toute limite éthique dans le cadre de son IA. (8) Nous ne pouvons en aucun cas laisser à un homme qui bafoue ainsi les valeurs démocratiques fondamentales le contrôle de nos infrastructures critiques. Le Conseil fédéral doit respecter son devoir de diligence et protéger la souveraineté de la Suisse : pas d’antennes Musk à Loèche ! ***** Sources: 1) Prise de position du Conseil fédéral du 19 novembre 2025 concernant l'interpellation 25.4239 Clivaz, Station Starlink à Loèche. Risques pour la souveraineté et la sécurité de la Suisse 2) & 3) Foreignpolicy, 20 mars 2026, « Starlink a privatisé la géopolitique » 4) Reuters, 23 février 2025, « Les États-Unis pourraient priver l’Ukraine de l’accès aux services Internet Starlink en raison des minerais », selon des sources 5) Gauthier, G., Hodler, R., Widmer, P. et al. « Les effets politiques de l’algorithme du fil d’actualité de X ». Nature 652, 416–423 (2026) 6) Tagesspiegel, 28/12/24, « Ça fait penser à Hitler ? Je vous en prie ! » : Musk appelle à voter pour l’AfD dans un journal du groupe Springer – la rédaction en chef justifie cet article controversé 7) Swissinfo, 18/12/24, Elon Musk soutient les populistes de droite britanniques 8) Tagesanzeiger, 17/02/26, Images sexualisées générées par l’IA : l’UE prend X pour cible4.476 von 5.000 UnterschriftenGestartet von Campax - make change happen
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Keine Starlink-Antennen in Leuk!In Leuk im Kanton Wallis soll die europaweit grösste Starlink-Bodenstation entstehen. Was der Bundesrat naiv als technischen Fortschritt verkauft, (1) ist in Wahrheit ein gefährlicher Kniefall vor Elon Musk. Denn wer die Antennen kontrolliert, kontrolliert letztlich die gesamte Kommunikation. Indem der Bundesrat dieses Projekt durchwinkt, nimmt er blindlings in Kauf, dass die USA im Ernstfall Zugriff auf alle Datenströme erhalten und wir unsere Sicherheit damit der Willkür der US-Regierung ausliefern. (2) Dass Starlink alles andere als ein neutrales Netzwerk ist, hat die jüngste Vergangenheit schmerzhaft gezeigt: Elon Musk nutzt seine Macht als geopolitisches Druckmittel aus. So entschied er 2022 eigenmächtig, den Netzzugang rund um die Krim zu sperren, um militärische Operationen zu unterbinden, (3) während die USA Starlink in Verhandlungen sogar als Druckmittel für Rohstoffdeals missbrauchten. (4) Diese gefährliche Abhängigkeit wiegt umso schwerer, weil Musk eine radikale politische Agenda verfolgt. Seine Plattform X pusht rechte Inhalte, (5) er unterstützt Parteien wie die AfD (6) oder Reform UK (7) und ignoriert bei seiner KI jegliche ethischen Grenzen. (8) Einem Mann, der demokratische Grundwerte derart mit Füssen tritt, dürfen wir niemals die Kontrolle über unsere kritische Infrastruktur überlassen. Der Bundesrat muss die Sorgfaltspflicht einhalten und die Souveränität der Schweiz schützen: Keine Musk-Antennen in Leuk! **** Quellen: 1) Stellungnahme des Bundesrats vom 19.11.25 zur Interpellation 25.4239 Clivaz, Starlink-Station in Leuk. Risiken für die Souveränität und die Sicherheit der Schweiz 2) Foreignpolicy, 20.3.26, Starlink Has Privatized Geopolitics 3) Foreignpolicy, 20.3.26, Starlink Has Privatized Geopolitics 4) Reuters, 23.2.25, US could cut Ukraine's access to Starlink internet services over minerals, say sources 5) Gauthier, G., Hodler, R., Widmer, P. et al. The political effects of X’s feed algorithm. Nature 652, 416–423 (2026) 6) Tagesspiegel, 28.12.24, „Klingt das nach Hitler? Ich bitte Sie!“ : Musk ruft in Springer-Zeitung zur AfD-Wahl auf – Chefredaktion rechtfertigt kontroversen Beitrag 7) Swissinfo, 18.12.24, Elon Musk unterstützt britische Rechtspopulisten 8) Tagesanzeiger, 17.2.26, Sexualisierte KI-Bilder: EU nimmt X ins Visier10.092 von 15.000 UnterschriftenGestartet von Campax - make change happen
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Deepfakes et violence numérique : Monsieur le Conseiller fédéral Jans, protégez-nous !Imaginez que vous vous réveilliez et que Internet regorge d'images pornographiques de vous, d'un réalisme trompeur, alors que vous n'avez jamais pris ces photos. C'est précisément de ce cauchemar de « viol numérique » par le biais de deepfakes générés par l'IA que l'actrice Collien Fernandes fait actuellement état. La douleur et la destruction de sa propre réputation sont difficilement supportables pour les personnes concernées. Mais son cas n'est pas isolé. Les enfants sont eux aussi exposés aux abus numériques. Des filles et des garçons sont victimes d’abus à des fins pédocriminelles via des deepfakes ou sont exposés à un cyberharcèlement cruel, souvent à l’aide d’images falsifiées. Les géants de la tech ferment souvent les yeux sur les agissements illégaux, voire en tirent profit. Alors que Meta – la société derrière Facebook et Instagram – a généré à elle seule environ 16 milliards de dollars grâce aux publicités frauduleuses en 2024 (2) et que notre démocratie est attaquée par des campagnes de désinformation ciblées, les victimes sont livrées à elles-mêmes. Il ne faut en moyenne que 3 minutes pour qu’un enfant soit confronté à des avances clairement suggestives sur des forums de discussion ou de jeux. (3) Ces auteurs agissent avec une trop grande impunité, car le monde en ligne reste encore trop souvent un espace de non-droit où le profit prime sur la vie humaine. Il incombe au Conseil fédéral d'agir rapidement. Les deepfakes sont de plus en plus réalistes, l'intelligence artificielle évolue rapidement et les auteurs de ces délits font preuve d'une ingéniosité croissante. Pourtant, les plateformes et fournisseurs de services numériques ne sont toujours pas tenus de lutter activement contre la cybercriminalité, ce qui est inacceptable. Il faut empêcher la diffusion de contenus qui comportent des scènes de violence à caractère sexuel, incitent à la violence ou la glorifient, et la population doit être efficacement protégée contre les abus en ligne. “Aidez-nous en un clic ! Votre signature fait la différence. Nous avons droit à un avenir numérique sûr. Ensemble, donnons l'exemple avant que d'autres vies ne soient détruites par les deepfakes et le cyberharcèlement. Signez dès maintenant cette pétition !”2.266 von 3.000 UnterschriftenGestartet von Guido Fluri Stiftung
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Deepfakes & Digitale Gewalt: Herr Bundesrat Jans, schützen Sie uns!Stellen Sie sich vor, Sie wachen auf und das Internet ist voll von täuschend echten, pornografischen Bildern von Ihnen - obwohl Sie diese Fotos nie gemacht haben. Genau von diesem Albtraum der “digitalen Vergewaltigung” durch KI-generierte Deepfakes berichtet aktuell die Schauspielerin Collien Fernandes. Der Schmerz und die Zerstörung des eigenen Rufes sind für die Betroffenen kaum zu ertragen. Doch sie ist kein Einzelfall. Auch Kinder sind digitalem Missbrauch ausgeliefert. Mädchen und Buben werden mit Deepfakes für pädokriminelle Inhalte missbraucht oder sind grausamem Cybermobbing ausgesetzt, oft auch mittels gefälschter Bilder. Die Tech-Giganten schauen bei illegalen Machenschaften oft weg oder profitieren sogar davon. Während Meta - die Firma von Facebook und Instagram - allein 2024 rund 16 Milliarden US-Dollar mit Betrugsanzeigen verdiente (2) und unsere Demokratie durch gezielte Desinformationskampagnen angegriffen wird, bleiben die Opfer auf sich allein gestellt. Nur 3 Minuten dauert es im Schnitt, bis ein Kind in Chat- oder Gameforen eindeutig anzügliche Avancen über sich ergehen lassen muss (3). Diese Täter handeln in viel zu grosser Sicherheit, weil die Onlinewelt noch immer zu oft ein rechtsfreier Raum ist, in dem Profit über Menschenleben steht. Der Bundesrat ist in der Verantwortung, rasch zu handeln. Deepfakes werden immer echter, KI entwickelt sich schneller und Täter werden raffinierter. Online-Kriminalität muss von den Anbietern aber nicht aktiv unterbunden werden. Das geht nicht! Die Verbreitung von Inhalten, die sexualisierte Gewalt enthalten, zu Gewalt anstiften oder Gewalt verherrlichen, muss verhindert und die Bevölkerung vor Cyberkriminalität geschützt werden. “Helfen Sie mit einem Klick!” Ihre Unterschrift macht den Unterschied. Wir haben ein Recht auf eine sichere digitale Zukunft. Lassen Sie uns gemeinsam ein Zeichen setzen, bevor noch mehr Leben durch Deepfakes und Cybermobbing zerstört werden. Unterzeichnen Sie jetzt diese Petition! ¹ www.spiegel.de/spiegel/print/index-2026-13.html 2 Reuters, Nov. 2025: Meta is earning a fortune on a deluge of fraudulent ads 3 Kinderschutz Schweiz, 2024: www.kinderschutz.ch/uber-uns/medienmitteilungen/cybersexualdelikte-sextortion *Es gilt für alle Beteiligten die Unschuldsvermutung.10.431 von 15.000 UnterschriftenGestartet von Guido Fluri Stiftung
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Bargeldverbot am Weihnachtsmarkt NEIN!Das Bezahlen mit Bargeld ist ein Schweizer Grundrecht. Akzeptieren wir, dass die Bezahlung mit Bargeld am Zürcher Weihnachtsmarkt verboten wird, werden weitere Bargeldverbote an anderen Orten folgen. Wollen wir das? Die einzigen Profiteure sind die Banken und all jene, welche die Zahlungen abwickeln und kontrollieren. Mit jeder bargeldlosen Bezahlung hinterlassen wir Spuren, deren Verwendung nicht mehr in unserer Macht steht. Wenn wir das Recht, mit Bargeld bezahlen zu dürfen, aufgeben, geben wir ein wichtiges Stück unserer Freiheit als Bürgerinnen und Bürger in der Schweiz auf. Wollen wir das?1.642 von 2.000 UnterschriftenGestartet von Berta Caminada







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