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An: Ai Municipi e ai Consigli comunali dei Comuni del Mendrisiotto - Al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio del Cantone Ticino – All’Ufficio della protezione delle acque e dell'approvvigionamento idrico (UPAAI)

Salviamo i pozzi del Mendrisiotto, in risposta alla crisi climatica e alle ondate estreme di siccità


•        Premesso che la siccità attuale e le prolungate ondate di calore mettono sotto pressione le riserve idriche della regione;
•        Considerato che l'acqua potabile è un bene prezioso che non dovrebbe essere sprecato per usi non alimentari (agricoltura, industria, lavaggio di strade e veicoli, irrigazione di giardini e parchi);
•        Valutato che i pozzi già dismessi o destinati alla chiusura rappresentano un'infrastruttura già esistente, il cui abbandono costituisce uno spreco di risorse pubbliche;
•        Ritenuto che mantenere attivi questi impianti – convertendone la destinazione d'uso anche solo per scopi non potabili – garantirebbe una fonte d'acqua complementare, salvaguardando le scorte di acqua potabile;

Chiediamo:

1.      La sospensione immediata di ogni piano di dismissione o cementificazione dei pozzi di captazione locali nel Mendrisiotto.

2.      Il mantenimento dei pozzi non inclusi nell’Acquedotto regionale e la loro riconversione come riserve di acqua non potabile, accessibili agli enti pubblici, alle aziende agricole e industriali, e per le emergenze climatiche.

3.      Il risanamento di tutte le acque sotterranee inquinate (con priorità assoluta per il Pozzo Prá Tiro di Balerna e per il Pozzo Polenta di Morbio Inferiore, la cui bonifica è bloccata da 18 anni, mentre gli idrocarburi dispersi nel terreno continuano a defluire a valle).

Warum ist das wichtig?

Nonostante il contesto di stress idrico permanente, molti importanti pozzi del Mendrisiotto sono attualmente minacciati di dismissione. La forte urbanizzazione, che ha stravolto la regione nel volgere di pochi decenni, ha sottoposto le loro zone di protezione a pressioni di ogni tipo, tanto che ora si preferisce chiuderli invece di eliminare le strutture che li minacciano e li inquinano. Le motivazioni principali addotte dai Comuni, proprietari degli impianti, sono i costi di risanamento e aggiornamento delle zone di protezione, ritenuti eccessivi. Si preferisce quindi sostituire quest’acqua, attinta per anni localmente e in abbondante quantità, con acqua prelevata dal lago, integrata con le fonti ritenute ancora sicure.
Ma quanto vale l’acqua dei nostri pozzi? E non ci riferiamo solo a quella potabile!
Chiediamoci: quanto vale l’acqua dei pozzi che si intende abbandonare, proprio quando quella che cade dal cielo diventa sempre più rara? E inoltre, proprio quando da più parti si sollecita l’accesso a fonti non potabili (si pensi all’agricoltura)? 
Una domanda doverosa, visto che l’acqua potabile diventerà un bene sempre più scarso e costoso, che non dobbiamo assolutamente sprecare per usi non alimentari.
E quindi: quanto ci costerà non investire ora per la protezione di questo bene comune primario? Una risorsa disponibile nei nostri comuni, proprio sotto i nostri piedi, ancora in parte difesa da quei pochi spazi verdi che sopravvivono solo grazie alla presenza delle captazioni. Che eredità lasceremo alle prossime generazioni se permetteremo alla cementificazione di sottrarre altro territorio?

Noi crediamo fermamente che il valore dell’acqua sia tale da meritare investimenti importanti per la sua protezione, oggi e ancor di più in futuro.

Pertanto, vorremmo coinvolgere il maggior numero possibile di persone per chiedere insieme, a gran voce, sia alle autorità comunali sia a quelle cantonali, un cambiamento di rotta nella gestione di questo elemento fondamentale. Una risorsa indispensabile per la vita, che vale ben più del denaro che ci si preoccupa di risparmiare o di investire altrove.
La nostra richiesta è molto concreta. Occorre, da subito, mantenere e proteggere i pozzi del Mendrisiotto ritenuti finora sacrificabili, procedendo al risanamento delle loro falde ovunque sia necessario.

A breve termine, il mantenimento di queste strutture servirà a fornire acqua non potabile per usi non alimentari, quali l’agricoltura, l’industria, il lavaggio di strade e veicoli, o l’irrigazione di parchi e giardini.

In una visione più lungimirante, mantenere attivi questi impianti significa salvaguardare le falde sottostanti e creare le premesse per opere di risanamento che, se ben pianificate, risulteranno economicamente sostenibili: un atto di responsabilità verso le generazioni future, con la prospettiva che un giorno si possa tornare ad attingere acqua del tutto priva di inquinanti.
Mendrisio, Svizzera

Maps © Stamen; Data © OSM and contributors, ODbL

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