An: Commissioni di politica estera del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati
Basta con Donald – Accordi bilaterali III adesso!
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I negoziati doganali del Consiglio federale con gli Stati Uniti, che stanno andando a vuoto, lo dimostrano ancora una volta: Donald Trump fa quello che vuole e ci fa sentire tutta la sua arbitrarietà.
Invece di continuare a dipendere da un tiranno imprevedibile, la Svizzera deve puntare ora sull’Europa come partner commerciale stabile.
Chiediamo alle commissioni di politica estera del Parlamento di impegnarsi per l’approvazione degli Accordi bilaterali III e di rafforzare i rapporti della Svizzera con l’Unione europea.
Ne abbiamo abbastanza di Donald! Ora servono accordi bilaterali stabili.
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I negoziati doganali del Consiglio federale con gli Stati Uniti, che stanno andando a vuoto, lo dimostrano ancora una volta: Donald Trump fa quello che vuole e ci fa sentire tutta la sua arbitrarietà.
Invece di continuare a dipendere da un tiranno imprevedibile, la Svizzera deve puntare ora sull’Europa come partner commerciale stabile.
Chiediamo alle commissioni di politica estera del Parlamento di impegnarsi per l’approvazione degli Accordi bilaterali III e di rafforzare i rapporti della Svizzera con l’Unione europea.
Ne abbiamo abbastanza di Donald! Ora servono accordi bilaterali stabili.
Warum ist das wichtig?
Le continue concessioni del governo svizzero a Trump non servono a niente. Al contrario, la strategia adottata finora dal Consiglio federale non ci porta un passo avanti. Secondo Watson, dal 25 luglio le esportazioni svizzere verso gli Stati Uniti rischiano di essere colpite da dazi aggiuntivi fino al 12,5%. (1)
Già con la visita dei rappresentanti dell’economia svizzera all’Ufficio Ovale di Washington lo scorso novembre, il governo svizzero non si è certo coperto di gloria. Colloqui a porte chiuse, lingotti d’oro e un Rolex come regali per Trump – consegnati non dal Consiglio federale, ma da rappresentanti del mondo economico, disposti a tutto pur di ottenere dazi all’esportazione il più bassi possibile per i loro affari. Una strategia discutibile e molto problematica dal punto di vista democratico.
Quando a febbraio i dazi di Trump sono stati dichiarati illegittimi dalla Corte Suprema degli Stati Uniti (la Supreme Court), il presidente americano ha subito reagito con nuove aliquote doganali, basandosi su un altro fondamento giuridico. (2) Ma anche in questo caso è intervenuto un tribunale commerciale statunitense, dichiarando illegittimi i dazi all’importazione globali del 10% appena introdotti. (3) Da allora, al più tardi, dovrebbe essere chiaro a tutte e tutti: non si tratta di contenuti, ma di una dimostrazione di potere.
Anche adesso, dopo sette mesi di negoziati sui dazi e promesse unilaterali del consigliere federale Parmelin e compagnia, la Svizzera si ritrova al punto di partenza: dal 25 luglio le esportazioni svizzere verso gli Stati Uniti rischiano di essere colpite da dazi aggiuntivi fino al 12,5%.
È sempre più chiaro: Donald Trump non è un partner commerciale affidabile, ma un tiranno arbitrario, autoritario e imperialista. La Svizzera farebbe bene a non rendersi ancora più dipendente dagli Stati Uniti, ma deve puntare sull’Europa come partner commerciale stabile e affidabile.
Quando è troppo è troppo. Chiediamo: Basta con Donald – Accordi bilaterali III adesso!
Fonti:
Già con la visita dei rappresentanti dell’economia svizzera all’Ufficio Ovale di Washington lo scorso novembre, il governo svizzero non si è certo coperto di gloria. Colloqui a porte chiuse, lingotti d’oro e un Rolex come regali per Trump – consegnati non dal Consiglio federale, ma da rappresentanti del mondo economico, disposti a tutto pur di ottenere dazi all’esportazione il più bassi possibile per i loro affari. Una strategia discutibile e molto problematica dal punto di vista democratico.
Quando a febbraio i dazi di Trump sono stati dichiarati illegittimi dalla Corte Suprema degli Stati Uniti (la Supreme Court), il presidente americano ha subito reagito con nuove aliquote doganali, basandosi su un altro fondamento giuridico. (2) Ma anche in questo caso è intervenuto un tribunale commerciale statunitense, dichiarando illegittimi i dazi all’importazione globali del 10% appena introdotti. (3) Da allora, al più tardi, dovrebbe essere chiaro a tutte e tutti: non si tratta di contenuti, ma di una dimostrazione di potere.
Anche adesso, dopo sette mesi di negoziati sui dazi e promesse unilaterali del consigliere federale Parmelin e compagnia, la Svizzera si ritrova al punto di partenza: dal 25 luglio le esportazioni svizzere verso gli Stati Uniti rischiano di essere colpite da dazi aggiuntivi fino al 12,5%.
È sempre più chiaro: Donald Trump non è un partner commerciale affidabile, ma un tiranno arbitrario, autoritario e imperialista. La Svizzera farebbe bene a non rendersi ancora più dipendente dagli Stati Uniti, ma deve puntare sull’Europa come partner commerciale stabile e affidabile.
Quando è troppo è troppo. Chiediamo: Basta con Donald – Accordi bilaterali III adesso!
Fonti:
- Watson, 21.7.26, «Zoll-Deadline rückt näher – was der Schweiz ab Ende Woche aus den USA droht»
- SRF, 20.02.2026, «Trump: Weltweit 10 Prozent mehr Zoll – ab jetzt in drei Tagen»
- Tagesschau, 08.05.2026, «US-Gericht kassiert Trumps weltweite Zölle»