MAMA 13-23
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MAMA 13–23: ho partorito, la mia maternità deve essere riconosciutaOggi, in Svizzera, quando un bambino muore nel grembo materno prima che la gravidanza raggiunga la 23ª settimana, la madre non beneficia di una tutela specifica legata alla maternità. Per avere il tempo necessario al suo recupero, deve ricorrere a un’incapacità lavorativa. Eppure, a partire dalla 13ª settimana, la fine di una gravidanza può comportare un vero e proprio processo di parto: inizio delle contrazioni, contrazioni, nascita del bambino, espulsione della placenta, emorragie, interventi medici, montata lattea e recupero post-parto. A questa realtà fisica si aggiunge il lutto per il bambino: dirgli addio, a volte organizzare il funerale, e poi tornare a casa senza di lui. Una donna che perde il proprio bambino deve quindi affrontare contemporaneamente il parto, il post-parto e il lutto. Eppure, per ottenere il tempo necessario al suo recupero, questa realtà deve attualmente rientrare nella categoria della malattia. A ciò possono aggiungersi anche complesse pratiche burocratiche, come la necessità di giustificare la propria inabilità al lavoro. Questa situazione può anche creare differenze significative tra le donne coinvolte, poiché la loro tutela dipende in particolare dalla loro situazione lavorativa, dalla copertura assicurativa e dalle norme applicabili in caso di inabilità al lavoro. Due donne che hanno vissuto una situazione simile possono quindi beneficiare di tutele molto diverse. Una discrepanza giuridica difficile da capire In Svizzera, un bambino nato morto può essere registrato all’anagrafe quando soddisfa determinati criteri, in particolare un peso di almeno 500 grammi o una durata della gravidanza di almeno 22 settimane intere. Eppure, quando la gravidanza non ha ancora raggiunto le 23 settimane, la madre non beneficia ancora della tutela legata alla maternità prevista dopo un parto che le darebbe diritto a tale tutela. Questa differenza di soglia può creare situazioni particolarmente difficili da capire. È quello che è successo a me. Il mio bambino è morto nel mio grembo e ho partorito prima delle 23 settimane di gravidanza. Soddisfava già i criteri per essere registrato all’anagrafe. La sua nascita e la sua morte sono state quindi registrate ufficialmente. Gli abbiamo dato un nome, gli abbiamo detto addio e l’abbiamo seppellito. Ma per me, sua madre, quella nascita non mi dava ancora diritto a una tutela specifica legata alla maternità. Per riprendermi dal parto, dal post-parto e dal lutto per mio figlio, ho dovuto ricorrere al regime di malattia. Mio figlio era sufficientemente riconosciuto perché la sua nascita venisse registrata, ma avevo partorito troppo presto perché la mia maternità potesse beneficiare di una tutela specifica. La mia storia mette in luce questa contraddizione in modo particolare, ma MAMA 13–23 non riguarda solo i bambini che soddisfano i criteri per la registrazione all’anagrafe. Anche molte donne il cui bambino muore dalla 13ª alla 23ª settimana devono affrontare il parto, il post-parto e il lutto, senza poter contare su una tutela della maternità specificamente adatta alla loro situazione. È questa realtà collettiva che ti chiediamo di riconoscere. Riconoscere questa maternità non significa stabilire una gerarchia tra le diverse forme di perdita di gravidanza. Ogni perdita merita rispetto e considerazione. MAMA 13–23 si concentra sul periodo tra la 13ª e la 23ª settimana di gravidanza, perché proprio in questo intervallo c’è una lacuna particolare nell’attuale protezione. È ora di agire Il Consiglio federale deve proprio esaminare questa questione. A seguito del postulato 23.3962, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha commissionato uno studio dedicato ai diritti e alle esigenze delle donne che subiscono un aborto spontaneo o un parto di feto morto prima della 23ª settimana di gravidanza. Questo studio dovrebbe in particolare permettere di valutare l’opportunità di introdurre un congedo retribuito o altri adeguamenti del quadro giuridico in Svizzera. Mentre le autorità federali stanno valutando la necessità di intervenire, vogliamo che la voce delle donne coinvolte venga ascoltata. Le firme di questa petizione dimostrano che una tutela adeguata a questa forma di maternità non è una questione astratta: risponde a una realtà vissuta oggi dalle donne in Svizzera. Altri paesi hanno già scelto di riconoscere questa realtà attraverso una tutela specifica e graduale legata alla maternità. Questo approccio dimostra che è possibile creare una soluzione adeguata senza applicare automaticamente il normale congedo di maternità. Mio figlio è morto. Ho partorito. Non sono malata. La mia maternità deve essere riconosciuta.1 von 100 UnterschriftenGestartet von Julia HK
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Mama 13-23: Ich bin Mutter, auch wenn mein Kind gestorben ist - und das soll anerkannt werden.Heute besteht in der Schweiz für eine Mutter, deren Kind im Mutterleib stirbt, bevor die Schwangerschaft die 23. Woche erreicht hat, kein spezifischer Schutz im Zusammenhang mit der Mutterschaft. Um die notwendige Zeit für ihre Erholung zu erhalten, ist sie auf die geltenden Regelungen bei Arbeitsverhinderung und Arbeitsunfähigkeit angewiesen. Ab der 13. Schwangerschaftswoche kann das Ende einer Schwangerschaft dennoch einen tatsächlichen Geburtsprozess bedeuten: Geburtseinleitung, Wehen, die Geburt des Kindes, die Geburt der Plazenta, Blutungen, medizinische Eingriffe, Milcheinschuss und die körperliche Erholung im Wochenbett. Zu dieser körperlichen Realität kommt die Trauer um das Kind: Abschied nehmen, mitunter die Beerdigung organisieren und danach ohne das Kind nach Hause zurückkehren. Eine Frau, die ihr Kind verliert, muss somit gleichzeitig eine Geburt, das Wochenbett und die Trauer bewältigen. Und dennoch ist sie heute auf eine Arbeitsunfähigkeit angewiesen, um die notwendige Zeit für ihre Erholung zu erhalten. Ihr Anspruch auf diese Erholungszeit kann somit von der medizinischen Feststellung und dem Nachweis dieser Arbeitsunfähigkeit abhängen. Diese Situation kann zudem zu erheblichen Unterschieden zwischen den betroffenen Frauen führen, da ihr Schutz unter anderem von ihrer beruflichen Situation, ihrer Versicherungsdeckung und den geltenden Regelungen bei Arbeitsverhinderung und Arbeitsunfähigkeit abhängt. Zwei Frauen mit einer vergleichbaren Erfahrung können dadurch sehr unterschiedlich geschützt sein. Ein rechtlicher Unterschied, der schwer nachvollziehbar ist In der Schweiz wird ein tot geborenes Kind im Zivilstandsregister beurkundet, wenn es ohne Lebenszeichen zur Welt kommt und ein Geburtsgewicht von mindestens 500 Gramm aufweist oder die Schwangerschaft von mindestens 22 vollendeten Wochen gedauert hat. Hat die Schwangerschaft jedoch die 23. Woche nicht erreicht, besteht für die Mutter noch nicht der spezifische mutterschaftsbezogene Schutz, der nach einer Geburt vorgesehen ist, die einen entsprechenden Anspruch auslöst. Diese unterschiedlichen Schwellenwerte können zu Situationen führen, die nur schwer nachvollziehbar sind. Genau das ist mir passiert. Mein Kind ist in meinem Bauch gestorben, und ich habe es geboren, bevor meine Schwangerschaft die 23. Schwangerschaftswoche erreicht hatte. Es erfüllte bereits die Voraussetzungen für die Beurkundung als tot geborenes Kind im Zivilstandsregister. Seine Todgeburt wurde deshalb offiziell im Zivilstandsregister beurkundet. Wir gaben ihm einen Namen, nahmen Abschied und beerdigten es. Für mich als Mutter begründete diese Geburt jedoch noch keinen eigenständigen mutterschaftsbezogenen Schutz. Um mich von der Geburt, dem Wochenbett und der Trauer um mein Kind zu erholen, war ich auf eine ärztlich bestätigte Arbeitsunfähigkeit angewiesen. Mein Kind war ausreichend anerkannt, damit seine Geburt beurkundet wurde. Ich hatte jedoch zu früh geboren, damit meine Mutterschaft einen eigenen Schutz erhielt. Meine Geschichte macht diesen Widerspruch besonders sichtbar. MAMA 13–23 betrifft jedoch nicht nur Mütter, deren Kind die Voraussetzungen für eine Beurkundung im Zivilstandsregister erfüllt. Viele Frauen, deren Kind ab der 13. Schwangerschaftswoche und vor der 23. Schwangerschaftswoche stirbt, müssen ebenfalls eine Geburt, das Wochenbett und die Trauer um ihr Kind durchleben, ohne über einen spezifischen, ihrer Situation angepassten mutterschaftsbezogenen Schutz zu verfügen. Diese gemeinsame Realität wollen wir anerkannt sehen. Diese Mutterschaft anzuerkennen bedeutet nicht, unterschiedliche Formen des Schwangerschaftsverlusts gegeneinander abzuwägen. Jeder Verlust verdient Respekt und Anerkennung. MAMA 13–23 konzentriert sich auf den Zeitraum ab der 13. Schwangerschaftswoche und vor der 23. Schwangerschaftswoche, weil gerade hier eine besondere Lücke im heutigen Schutz besteht. Jetzt ist der richtige Zeitpunkt zum Handeln Im Rahmen des Postulats 23.3962 ist der Bundesrat beauftragt, die Einführung eines bezahlten Urlaubs im Fall einer Fehl- oder Totgeburt vor der 23. Schwangerschaftswoche zu prüfen und darüber Bericht zu erstatten. Zur Vorbereitung dieser Arbeiten hat das Bundesamt für Sozialversicherungen eine Studie in Auftrag gegeben, die sich unter anderem mit den bestehenden rechtlichen Ansprüchen, den betroffenen Fällen und den Bedürfnissen der betroffenen Personen, den möglichen finanziellen Auswirkungen sowie mit Lösungsansätzen in anderen Ländern befasst. Während diese Frage auf Bundesebene geprüft wird, wollen wir, dass die Stimme der direkt betroffenen Frauen gehört wird. Die Unterschriften dieser Petition zeigen, dass ein an diese Mutterschaft angepasster Schutz keine abstrakte Frage ist. Er entspricht einer Realität, die Frauen heute in der Schweiz erleben. Auch im Ausland bestehen bereits entsprechende Modelle. In Deutschland beispielsweise gilt seit Juni 2025 nach einer Fehlgeburt ab der 13. Schwangerschaftswoche ein gestaffelter Mutterschutz: zwei Wochen ab der 13. Schwangerschaftswoche, sechs Wochen ab der 17. Schwangerschaftswoche und acht Wochen ab der 20. Schwangerschaftswoche. Dieses Beispiel zeigt, dass ein Schutz an das Stadium der Schwangerschaft angepasst werden kann, ohne automatisch den ordentlichen Mutterschaftsurlaub anzuwenden. Mein Kind ist gestorben. Ich habe geboren. Ich bin nicht krank. Meine Mutterschaft muss anerkannt werden.847 von 1.000 UnterschriftenGestartet von Julia HK
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MAMA 13–23 : j’ai accouché, ma maternité doit être reconnueAujourd’hui, en Suisse, lorsqu’un enfant décède dans le ventre de sa mère avant que la grossesse ait atteint 23 semaines, la mère ne bénéficie pas d’une protection spécifique liée à la maternité. Pour avoir le temps nécessaire à sa récupération, elle doit passer par une incapacité de travail. Pourtant, à partir de la 13e semaine, la fin d’une grossesse peut impliquer un véritable processus d’accouchement : déclenchement du travail, contractions, naissance de l’enfant, délivrance du placenta, saignements, interventions médicales, montée de lait et récupération post-partum. À cette réalité physique s’ajoute le deuil de l’enfant : lui dire adieu, organiser ses funérailles parfois, puis rentrer chez soi sans lui. Une femme qui perd son enfant peut donc faire face simultanément à l’accouchement, au post-partum et au deuil. Et pourtant, pour obtenir le temps nécessaire à sa récupération, elle doit actuellement passer par le régime de l'incapacité de travail. Son droit à ce temps de récupération peut ainsi dépendre de la constatation et de la justification médicale de cette incapacité de travail. Cette situation peut aussi créer des différences importantes entre les femmes concernées, puisque leur protection dépend notamment de leur situation professionnelle, de leur couverture d’assurance et des règles applicables en cas d’incapacité de travail. Deux femmes ayant vécu une situation comparable peuvent ainsi bénéficier de protections très différentes. Un décalage juridique difficile à comprendre En Suisse, un enfant mort-né est soumis à l'enregistrement à l'état civil lorsqu'il pèse au moins 500 grammes ou lorsque la grossesse a duré au moins 22 semaines entières. Pourtant, lorsque la grossesse n’a pas encore atteint 23 semaines, la mère ne bénéficie pas encore de la protection liée à la maternité prévue après un accouchement ouvrant ce droit. Cette différence de seuil peut créer des situations particulièrement difficiles à comprendre. C’est ce qui m’est arrivé. Mon enfant est décédé dans mon ventre et j’ai accouché avant 23 semaines de grossesse. Il remplissait déjà les critères permettant son enregistrement à l’état civil. Sa naissance sans vie a donc été officiellement enregistrée à l'état civil. Nous lui avons donné un nom, nous lui avons dit adieu et nous l’avons enterré. Mais pour moi, sa mère, cette naissance n’ouvrait pas encore droit à une protection spécifique liée à la maternité. Pour me remettre de l’accouchement, du post-partum et du deuil de mon enfant, j’ai dû passer par le régime de l'incapacité de travail. Mon enfant était suffisamment reconnu pour que sa naissance soit enregistrée, mais j’avais accouché trop tôt pour que ma maternité bénéficie d’une protection propre. Mon histoire rend cette contradiction particulièrement visible, mais MAMA 13–23 ne concerne pas uniquement les enfants qui remplissent les critères d’enregistrement à l’état civil. De nombreuses femmes dont l’enfant décède à partir de la 13e semaine et avant la 23e semaine doivent, elles aussi, traverser un accouchement, un post-partum et un deuil, sans disposer d’une protection spécifique liée à la maternité et adaptée à leur situation. C’est cette réalité collective que nous vous demandons de reconnaître. Reconnaître cette maternité ne signifie pas établir une hiérarchie entre les différentes formes de perte de grossesse. Toute perte mérite respect et considération. MAMA 13–23 se concentre sur la période entre la 13e et la 23e semaine de grossesse, parce qu’il existe précisément à cet endroit une lacune particulière dans la protection actuelle. Le moment d’agir est maintenant Dans le cadre du postulat 23.3962, le Conseil fédéral est chargé d'examiner l'introduction d'un congé payé en cas de fausse couche ou de mort périnatale avant la 23e semaine de grossesse et d'établir un rapport à ce sujet. Afin de préparer ces travaux, l'Office fédéral des assurances sociales a mandaté une étude consacrée notamment aux droits existants, aux besoins des personnes concernées, aux conséquences financières possibles et aux solutions retenues dans d'autres pays. Alors que cette question est précisément étudiée au niveau fédéral, nous voulons que la voix des femmes directement concernées puisse être entendue. Les signatures de cette pétition montrent qu’une protection adaptée à cette maternité n’est pas une question abstraite : elle répond à une réalité vécue aujourd’hui par des femmes en Suisse. Des solutions existent déjà à l'étranger. En Allemagne, par exemple, une protection maternité graduée s'applique depuis juin 2025 en cas de fausse couche à partir de la 13e semaine de grossesse. deux semaines à partir de la 13e semaine, six semaines à partir de la 17e et huit semaines à partir de la 20e. Cet exemple montre qu'il est possible de prévoir une protection adaptée au stade de la grossesse sans appliquer automatiquement le congé maternité ordinaire. Mon enfant est décédé. J’ai accouché. Je ne suis pas malade. Ma maternité doit être reconnue.671 von 800 UnterschriftenGestartet von Julia HK
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